
“Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” è un romanzo che sfida le convenzioni del genere giallo, immergendo il lettore in un’indagine intricata e in una Roma degli anni ’20 vividamente descritta.
Ambientato nel 1927, durante il regime fascista, il romanzo segue le indagini del commissario Francesco Ingravallo, detto “don Ciccio”, su un furto di gioielli e un omicidio avvenuti nello stesso palazzo di via Merulana 219. La vittima dell’omicidio è Liliana Balducci, amica del commissario, il cui assassinio sconvolge la comunità e mette in moto una serie di eventi che rivelano le complessità e le contraddizioni della società romana dell’epoca.
Gadda utilizza una prosa ricca e articolata, mescolando dialetti, linguaggi tecnici e registri diversi per riflettere la confusione e il disordine del mondo che descrive. Il romanzo non offre una conclusione chiara, lasciando l’enigma irrisolto e sottolineando l’impossibilità di comprendere pienamente la realtà attraverso la razionalità.
Attraverso questa narrazione, Gadda esplora temi come la corruzione, l’ipocrisia e la complessità dell’animo umano, offrendo una critica profonda della società italiana del suo tempo. “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” rimane un’opera fondamentale della letteratura italiana del Novecento, per la sua innovazione stilistica e la sua acuta analisi sociale.
Riflessioni finali
“Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” non è solo un romanzo giallo, ma un’opera che sfida il lettore a confrontarsi con la complessità della realtà e del linguaggio. Gadda ci offre una narrazione densa e stratificata, che riflette le contraddizioni della società e dell’animo umano. Un libro che, pur nella sua difficoltà, arricchisce e stimola la mente.
CODICE: SZ0300
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