
La storia di Giada Residori è un potente inno alla resilienza, un viaggio che dal buio delle difficoltà l’ha portata alla luce della consapevolezza. Giada è la donna che ha trasformato la sua esperienza di dolore in un messaggio di salvezza attraverso la scrittura, creando il suo primo libro – “Dai Diamanti non nascono Fiori” -un’autobiografia cruda e onesta che è oggi il suo sogno nel cassetto in attesa di pubblicazione. La sua rinascita, tuttavia, non si è fermata alla scrittura.
Oggi, Giada è in continua evoluzione: ha abbracciato la serenità, la meditazione, e sta rincorrendo un sogno d’infanzia nel mondo della moda, trasformando il suo corpo – un tempo campo di battaglia – nel veicolo della sua forza. In questa nuova intervista, Giada ci apre le porte del suo presente, raccontando come si costruisce la vita dopo la vittoria sui “demoni,” tra progetti ambiziosi che uniscono arte, impegno sociale (come il progetto nelle scuole con ACAT) e la gioia di riscoprire se stessa.
Preparatevi a conoscere la Giada di oggi: determinata, consapevole e pronta a ispirare, perché come afferma lei stessa, è possibile trovare la forza di rialzarsi, anche nei momenti più bui.
Chi è Giada Residori oggi, dopo aver realizzato il sogno del tuo primo libro?
Sono una donna di 32 anni e la mia storia, fatta anche di difficoltà, mi ha insegnato a diventare ciò che sono: una donna forte, determinata e, soprattutto, empatica. Non mi appartiene la superficialità; amo guardare oltre le apparenze e scoprire l’anima delle persone. Dietro la mia corazza c’è un cuore dolce e romantico, che crede ancora nell’amore vero. In fondo, sono una donna semplice che vive con passione e ama mettersi in gioco, lasciandosi sorprendere dalla vita.
Hai recentemente intrapreso la strada della moda. Raccontaci l’esperienza del servizio fotografico a Udine.
Il sogno di fare la fotomodella l’ho sempre avuto fin da piccola, ma solo ora mi sento più in pace con me stessa e con il mio corpo, e questo si vede anche dalle foto. Ero molto agitata ed emozionata, perché era la prima volta che facevo un servizio così professionale. I fotografi Lorenzo Mirmina ed Elido Turco mi hanno messa subito a mio agio, rendendo lo scatto un’esperienza bellissima. Sono due persone eccezionali e professionali. Questa collaborazione mi sta aprendo nuove porte: infatti, a Ottobre partirà un nuovo progetto.
C’è stato un momento specifico in cui hai sentito di essere “più in pace con te stessa e con il tuo corpo,” che ti ha dato il coraggio di rincorrere il sogno di fare la fotomodella dopo tanti anni?
Non c’è stato un giorno esatto, ma è stato un percorso che è andato di pari passo con la mia rinascita. Negli anni in cui lottavo, non mi ero mai sentita all’altezza o abbastanza pronta. Quando ho iniziato a fare la cameriera, ho cambiato il mio stile di vita, ho iniziato ad andare in palestra e a fare meditazione la sera: ho imparato ad ascoltarmi e a rispettarmi. In quei momenti di nuova consapevolezza e cura di me, ho capito che non dovevo più nascondermi, e che il mio corpo, con le sue cicatrici, era la prova della mia forza. È un onore, oggi, sentirmi più in pace con me stessa e con il mio corpo.
Queste due strade, Scrittura e Moda, pensi possano interagire?
Sono solo all’inizio di queste nuove opportunità che la vita mi ha regalato, e ne sono veramente felice. Sicuramente una non esclude l’altra, tutto si può fare trovando il giusto equilibrio. Credo che la fotografia, nel mio caso, sia una forma d’arte che comunica con il corpo, e la scrittura è saper fare arte con le parole. Le due cose si possono combinare alla grande! Ho in mente un progetto molto ambizioso, che dimostra questa interazione, sul quale inizierò a lavorare intensamente da Ottobre.
Hai parlato di un nuovo progetto ambizioso che unisce moda e scrittura, in partenza a Ottobre, e particolarmente importante per i temi che vuoi trattare. Senza svelare troppo, puoi darci un piccolo accenno a quali temi sono al centro di questa nuova iniziativa?
Posso solo dire che sarà un progetto molto visivo, in cui la fotografia sarà la forma d’arte che comunica con il corpo, e la scrittura farà arte con le parole. I temi centrali saranno un’estensione di ciò che affronto nel libro. Mi concentrerò sull’affrontare il dolore, la forza interiore e la necessità di accettare sé stessi. Useremo l’immagine e la narrazione per portare l’attenzione sui problemi legati alla salute mentale e alla violenza in modo forte e diretto, sempre con l’obiettivo di lanciare un messaggio di speranza e rinascita. Inizierò a lavorarci intensamente da Ottobre, ma vi svelerò tutto poco alla volta sui miei social.
Il tuo libro “Dai Diamanti non nascono Fiori” affronta temi complessi. Quali sono i più difficili e qual è il messaggio finale?
Il mio libro è la mia autobiografia, una storia forte e molto profonda. Tocco argomenti difficili e delicati. Parlo di violenza, depressione, della disperazione più totale a cui una persona può arrivare, del dolore della perdita di qualcuno che si ama e, soprattutto, della perdita di sé stessi. Affronto i disturbi della personalità e sottolineo quanto sia devastante fare uso di sostanze come droga e alcol. Ma pagina dopo pagina, parlo anche di amore per se stessi, della forza che si può trovare dentro di noi e, soprattutto, della rinascita e della gioia di tornare a vivere la vera vita.
Definisci le dipendenze come “Demoni”. Come si può combatterle e uscirne?
Le dipendenze le vedo come dei “Demoni” molto pericolosi. Si insinuano quando si è più fragili e per sfuggire al dolore si cerca di colmare quel vuoto con le cose più sbagliate. La dipendenza può riguardare qualsiasi cosa: gioco d’azzardo, alcol, droghe, relazioni tossiche. Ma ci si può liberare: il primo passo è ammettere di avere un problema e scegliere di farsi aiutare da persone competenti come psicologi o gruppi di sostegno. Vincere è possibile, basta decidere di combattere ogni giorno per se stessi. Credo che si possa trovare la forza di rialzarsi, anche nei momenti più bui.
Pensi che il tuo libro possa aiutare i giovani? Hai un progetto in programma?
Credo che il libro sia dedicato ai più giovani, ma anche ai meno giovani, perché la sofferenza è universale. Mi piacerebbe molto portare avanti, insieme al gruppo ACAT (che ringrazio per il supporto), un progetto di testimonianza nelle scuole. Raccontare la propria esperienza è il primo passo per affrontare il problema, e visto che io non ho avuto questa opportunità, voglio darla ai ragazzi di oggi. Sarei già felicissima se potessi anche solo aiutare una sola persona a cambiare vita.
Hai menzionato la volontà di portare avanti un progetto di testimonianza nelle scuole con il gruppo ACAT. Quali sono i primi passi concreti che hai in mente per questo progetto e quale speri sia l’impatto principale sui ragazzi?
Il primo passo concreto è utilizzare il mio libro come strumento, perché è una storia diretta e sincera. Il gruppo ACAT mi sta già aiutando e supportando in questa battaglia. L’obiettivo è quello di portare la mia testimonianza e i temi del mio libro – l’abuso di alcol e droghe e la ricerca di aiuto – nelle scuole. Voglio parlare apertamente di queste “dipendenze-demoni” e di come la sofferenza sia universale. Il mio impatto principale sarebbe mostrare ai ragazzi che non sono soli, che c’è una via d’uscita e che la scelta di lottare è l’unica salvezza. Sarei felicissima se potessi anche solo aiutare una sola persona a cambiare vita.
Come vedi i giovani di oggi e quale “eredità” pensi stiamo lasciando loro?
Mi dispiace molto per “l’eredità” che gli stiamo lasciando. Credo non sia facile crescere in una società così superficiale dove tutto gira intorno alla tecnologia, che rende difficile comunicare e connettersi davvero. L’unica cosa importante sembrano i soldi o ciò che si può comprare. Tuttavia, credo che i giovani abbiano grandi risorse dentro di sé: sono creativi, curiosi, pieni di energia e hanno una sensibilità che, se guidata bene, può diventare un punto di forza enorme. Hanno la possibilità di cambiare le cose.
Raccontaci la tua giornata tipo: come si manifesta la tua rinascita nella quotidianità?
La mia giornata inizia intorno alle 9.00/10.00. Faccio una passeggiata con il mio cagnolino Giorgio e poi vado a lavorare come cameriera in una piccola trattoria, un lavoro che ha cambiato le mie abitudini e mi ha aiutato a vedere le cose da un’altra prospettiva. Ho una lunga pausa pomeridiana che uso per la palestra, per sistemare casa (sono fissata con l’ordine) o per rilassarmi. Ho imparato ad ascoltarmi e rispettarmi. La sera, dopo l’ultima passeggiata con Giorgio, arriva il momento che adoro: scrivo sempre una pagina di diario. Di recente, ho preso l’abitudine di fare 10-15 minuti di meditazione: mi aiuta a prendere contatto con me stessa e mi sento più leggera, come se avessi acceso una nuova consapevolezza.
Ho anche iniziato a usare il mio tempo in modo più sano, facendo cose di qualità come escursioni in montagna; presto proverò il Canyoning in Trentino! Credo che mettersi alla prova sia fondamentale per superare i propri limiti.
Per concludere, Giada, a chi va la tua gratitudine più grande e quale messaggio di forza vuoi inviare ai tuoi lettori?
Voglio ringraziare tutte quelle persone che hanno creduto in me, acquistando il mio libro in pre-order. Ringrazio in particolare il gruppo ACAT, che oltre ad avermi aiutata e supportata nella mia battaglia, sta credendo molto in me e nel mio libro aiutandomi a pubblicarlo nel miglior modo possibile. Ma questi ringraziamenti vanno soprattutto a tutti voi che state leggendo e pensando: “Vai Giada, dai che spacchi.” Grazie, perché la vostra forza è anche la mia forza!
Seguitemi sui social per tutte le novità sulla moda e i nuovi progetti:
Lasciamo Giada con il suo diario. Le sue nuove avventure l’attendono. Il suo percorso di rinascita è un cammino in evoluzione continua. Le pagine del suo libro sono pronte per la stampa. Lavora sui set fotografici. Offre servizi in trattoria. Prepara progetti di testimonianza nelle scuole con ACAT. Giada dimostra la vera forza. Non sta nell’evitare le cadute. Sta nel trovare ogni giorno il coraggio di rialzarsi. La sua storia ispira profondamente. È un invito esplicito a non arrendersi mai. Ci esorta a cercare l’aiuto necessario. Dobbiamo credere in un nuovo inizio.
Grazie al suo coraggio, Giada continua a lanciare un messaggio forte: la lotta paga, e la felicità è una conquista quotidiana. Non perdete i prossimi passi di Giada e l’attesissima pubblicazione del suo libro, oltre al suo nuovo ambizioso progetto che unirà moda e scrittura in partenza a Ottobre.
Per seguire tutti gli sviluppi, i nuovi progetti di moda e la data di uscita del libro:
Instagram: giadyresi_93
Facebook: Giada Residori Scrittrice









