
Scelta e azione sono al centro di Plastica addio di Elisa Nicoli e Chiara Spadaro, un saggio che invita ogni lettore a prendere posizione contro l’uso diffuso della plastica nel quotidiano. Il libro spiega perché fermare la plastica non è più un’opzione e offre strumenti pratici per intraprendere uno stile di vita “zero waste”.
La plastica, materiale simbolo della modernità, diventa in questo volume metafora di un’economia che punta alla crescita infinita, ignorando le conseguenze ambientali e sociali. Le autrici ricostruiscono con rigore i numeri globali: 350 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno, 8 milioni di tonnellate gettate nei mari, meno del 10% riciclato. Questi dati non restano statistiche distanti, ma diventano punto di partenza per una riflessione concreta: il riciclo non basta, le bioplastiche sono solo parziali, l’unica vera soluzione è ridurre o eliminare la produzione stessa di plastica.
Nel testo, la parte iniziale è dedicata alla “diagnosi”: cosa è la plastica, quali tipi ne esistono, come è nata e come ci siamo ritrovati circondati da rifiuti, microplastiche, inquinamento. Poi le autrici propongono una “terapia”: suggerimenti quotidiani per operare cambiamenti reali dalla spesa alla cura della casa, dalla cosmesi agli abiti, dal viaggio all’ufficio. tono è accessibile, la scrittura semplice e diretta, pensata per chiunque voglia iniziare un percorso e non solo informarsi.
Un valore aggiunto del libro è l’intervista a Paola Antonelli, curatrice della XXII Triennale di Milano «Broken Nature. Design Takes on Human Survival», che aggiunge una dimensione progettuale al tema: non solo evitare la plastica, ma ripensare il design, il consumo, l’oggetto.
Tra i punti di forza del volume: la sua completezza e praticità. Le autrici non si limitano a denunciare il danno ambientale, ma offrono strumenti concreti. Gli esempi sono chiari, i suggerimenti immediati. Per chi si avvicina a questo tema per la prima volta, il saggio risulta un ottimo punto di partenza. Un altro pregio è la coerenza tra analisi – con dati e spiegazioni – e applicazione-quotidiana: non si resta nel teorico, ma si agisce.
Tuttavia, va anche considerato che chi cerca una trattazione tecnica o accademica avanzata potrebbe rimanere colpito dal taglio divulgativo e pratico del libro. Sebbene i numeri siano presenti, l’approfondimento su modelli economici complessi è limitato. Inoltre, cambiare abitudini non è facile: il libro lo ammette sin dall’inizio, e invita alla gradualità, ma questo può far percepire la sfida come impegnativa per chi ha già consumi consolidati.
Dal punto di vista della lettura, consiglierei di avvicinarsi a questo libro non come pausa leggera, ma come strumento di cambiamento. Una buona modalità è leggere un capitolo per volta, prendere nota di un suggerimento pratico, riflettere su cosa si è pronti a modificare nella propria vita e agire. Ad esempio, scegliere un prodotto plastico da sostituire, una borsa riutilizzabile, un detersivo alla spina. Questo percorso di trasformazione personale è al cuore del messaggio.
Questo saggio è indicato a tutti: giovani, adulti, famiglie che vogliono consumare in modo più consapevole. È meno indicato forse per chi desidera una lettura puramente narrativa o rilassante senza intenti pratici. Ma se sei disposto a fare un passo, il libro può davvero fare la differenza.
In sintesi Plastica addio non è solo un titolo provocatorio, ma un invito all’azione, una dimostrazione che ridurre la plastica è possibile e non solo un ideale irraggiungibile. Le autrici mostrano che ciascuno, nel proprio quotidiano, può contribuire a un cambiamento più grande. Se vuoi leggere un libro che unisca dati, riflessione e pratica, questo è uno dei migliori.
CODICE: SZ0544









