
Nel suo libro Parola di Giobbe, Giobbe Covatta propone una reinterpretazione sorprendente delle Sacre Scritture con un tono tanto ironico quanto riflessivo. La comicità biblica leggera si affaccia già nelle prime pagine, quando l’autore, partendo da domande buffe (come «Come fanno Caino e Abele a generare l’umanità?») ribalta le attese e invita a guardare la fede, la religione e la vita con occhi diversi.
L’opera è stata pubblicata per la prima volta nel 1991 da Salani. La versione italiana deriva da una traduzione dell’originale napoletano Dicette Giobbe. Le illustrazioni di Stefano Disegni contribuiscono a rendere il libro ancora più accessibile e visivo.
Contenuto e tono
Parola di Giobbe percorre, in forma parodistica e divertita, molti episodi centrali della Bibbia: dalla Genesi, passando per l’arca di Noè, fino agli anni meno raccontati di Gesù. Covatta affronta quesiti apparentemente bizzarri – e proprio per questo rivelatori – e risponde con un linguaggio semplice, ironico e immediato. Il risultato non è solo una satira della religione, ma una riflessione sul mistero, sulla fede, sui testi sacri e sul rapporto dell’uomo con l’assurdo. In un certo senso, il comico diventa strumento per farci pensare.
L’autore non si accontenta di far ridere: utilizza la leggerezza per rendere più vicina una dimensione che spesso appare lontana. Le battute non sono fini a se stesse: servono a rompere la distanza fra lettore e testo sacro, fra sacro e quotidiano. In questo modo, il racconto diventa terreno comune, e la “parola” che Giobbe pronuncia è tanto quella del narratore quanto quella del lettore che ride, pensa e riconosce se stesso nelle pagine.
Perché può piacere a tutti
Per chi non è abituato a leggere libri religiosi o testi complessi, Parola di Giobbe offre un “porta d’ingresso” originale: si legge con divertimento, senza rinunciare a spunti di riflessione. Le illustrazioni rendono più immediata la lettura, e l’ironia aiuta a superare resistenze o pregiudizi. Le frasi celebri tratte dal libro sono diventate citazioni popolari.
Allo stesso tempo, per chi ama la satira o la parodia, il libro è un esempio riuscito di come si possa giocare con temi alti senza cadere nella banalità né nella volgarità. Il riscontro dei lettori è ottimo: la valutazione media online è molto positiva.
Punti forti
- Il tono ironico riesce a trattare il sacro con leggerezza, rendendo il testo accessibile.
- Le illustrazioni di Stefano Disegni aggiungono vivacità e spezzano la continuità testuale, rendendo la lettura piacevole.
- Il libro si adatta a lettori di varie età: dai giovani incuriositi che vogliono ridere, fino agli adulti che cercano la riflessione.
- Offre una pluralità di temi: fede, assurdo, religione, comicità, cultura popolare, senza risultare dispersivo.
Qualche attenzione
- Se cerchi un libro di teologia serio o un’analisi approfondita della Bibbia, questo non è quel tipo di testo: entra nella parodia, non nell’esegesi.
- L’ironia può risultare “leggera” per chi si aspetta una satira più pungente o una riflessione più acuta.
- Alcuni riferimenti – sia nella versione originale napoletana sia nella traduzione italiana – contengono battute dialettali o culturalmente specifiche, che potrebbero richiedere un minimo di contestualizzazione per lettori “non italiani”.
- Il formato (circa 140-150 pagine) lo rende veloce da leggere: chi desidera un’esperienza di lettura lunga o complessa potrebbe rimanere colpito dalla brevità.
Come approcciarsi alla lettura
Ti suggerisco di leggere Parola di Giobbe con spirito aperto e curioso: lascia che l’autore ti Guida attraverso le “domande assurde” che spesso abbiamo sentito a catechismo o a scuola e che nessuno ha mai spiegato davvero. Permetti a te stesso di ridere e magari cogliere il segreto che c’è dietro l’umorismo: che anche il sacro, se osservato da un angolo diverso, può raccontarci molto sul mondo e su noi stessi.
Prenditi anche il tempo di osservare le illustrazioni: alcune vignette rendono più immediata la battuta o l’idea, e possono aiutare a cogliere l’ironia in modo più immediato. Se vuoi, potresti anche leggere un paio di pagine come “viaggio veloce” e poi decidere se procedere: in poche pagine capirai quanto ti piace lo stile di Covatta.
A chi lo consiglio
Lo consiglio a chi:
- Ama ridere ma anche riflettere.
- È curioso di vedere come si possa parlare di religione senza serietà opprimente.
- Vuole una lettura breve, divertente e accessibile.
- Ha voglia di un libro leggero ma non superficiale.
Messaggio centrale
Il messaggio che Parola di Giobbe ci trasmette è che la comicità può essere veicolo di comprensione. Che ridere di un dogma, di un concetto, non significa disprezzarlo, ma guardarlo da un’altra angolazione. Che il rispetto non richiede serietà oppressiva, ma presenza sincera. Che una “parola di Giobbe” può essere una parola che libera il pensiero.
Verso una riflessione
Mentre chiudi il libro, potresti chiederti: quali “domande assurde” ho ascoltato anch’io e non ho mai posto? Quali testi – sacri o profani – accetto senza metterli in discussione? Il libro suggerisce che il dubbio – quel leggero sorriso che scatta davanti a un paradosso – può essere inizio di comprensione.
Un passo oltre
In definitiva, Parola di Giobbe è un invito: a leggere con leggerezza, ma anche ad ascoltare. A ridere, ma anche a pensare. A non accettare tutto in silenzio, ma a interrogarsi. E forse, proprio in quel “forse”, c’è la bellezza della lettura: perché un libro non ci cambia da solo, ma diventa mezzo per cambiare noi.
CODICE: SZ0498









