BookcrossingLibri

La lista dei desideri: anime in corsa

La lista dei desideri: anime in corsa

La lettura de La lista dei desideri di Eoin Colfer mette immediatamente in moto una riflessione, perché la frase chiave “anime in corsa” riassume perfettamente il doppio respiro del romanzo. In poche righe la protagonista, Meg Finn, si trova proiettata in una dimensione in cui non sono più sufficienti le azioni compiute sulla Terra: la sua anima corre verso una meta incerta, sospesa fra inferno e paradiso, e deve guadagnarsi una seconda possibilità.

Nel corso di queste pagine Colfer intreccia elementi di suspense, humour, soprannaturale e riflessione morale. Meg è una ragazza segnata da un’infanzia difficile: la morte della madre, l’abuso del patrigno, un senso di estraneità nella propria casa. Temi familiari forti, insomma, ma il racconto non si ferma al dramma: la vicenda cambia registro quando Meg si mette nei guai con la legge, insieme al suo complicato complice Rutto, e finisce coinvolta in un incidente che rivela la fragilità tra vita, morte e destino.

Lo stile scelto da Colfer è brillante: mescola adrenalina e spunti di riflessione con leggerezza, senza rinunciare a temi importanti come la redenzione, la vecchiaia, il rimpianto e lo scorrere della vita. Il lettore viene accompagnato, pagina dopo pagina, in un viaggio che non è soltanto fisico ma anche interiore, alla scoperta di che cosa significhi davvero “vivere” – e quale valore hanno le azioni, anche quelle che sembrano insignificanti.

Trama e contesto

Meg Finn vive un’esistenza difficile: rimasta orfana della madre, maltrattata da un patrigno e sempre più estranea alla propria famiglia, decide di cercare una via d’uscita attraverso la fuga e la trasgressione. Insieme a Rutto tenta di svaligiare l’appartamento dell’anziano e burbero Lowrie McCall. L’azione però si conclude tragicamente, con un incidente esplosivo che uccide entrambi e spinge Meg in una dimensione sovrannaturale in cui la sua anima resta “bloccata” tra inferno e paradiso.

Da qui prende il via la vera “corsa” del romanzo: Meg ha l’opportunità di tornare come fantasma e aiutare Lowrie McCall a realizzare i suoi desideri più profondi. In cambio potrà sperare di ottenere l’accesso al Paradiso. Nel frattempo l’antagonista – una fusione inquietante tra Rutto e un cane – opera nell’ombra, per trascinarla all’Inferno.

Questo è un romanzo da “12 anni in su” e pur rivolgendosi da un lato a un pubblico adolescenziale, riesce ad appassionare anche lettori più grandi grazie a ritmo serrato, ironia e temi universali.

Perché leggere questo libro

Se siete lettori che desiderano una storia che unisca intrattenimento e significato, questo titolo è una buona scelta. Prima di tutto perché il meccanismo narrativo è originale: l’aldilà, l’essere fantasma, la redenzione e la lista dei desideri — ecco un mix che non si vede tutti i giorni. In secondo luogo, perché Meg è un personaggio complesso: non perfetta, anzi, spesso sbaglia; ma proprio per questo è più “umana”, più vicina a chi sta cercando la propria strada. In terzo luogo, perché Colfer non scade nel sentimentalismo facile: affronta tematiche serie come la violenza domestica, la morte, la solitudine della vecchiaia, ma lo fa con leggerezza, ironia e intelligenza.

Quali insegnamenti emergono

Uno degli insegnamenti centrali è che le seconde possibilità esistono, ma non sono “gratis”: richiedono impegno, coraggio e consapevolezza. Meg non viene automaticamente premiata per essere morta; deve “guadagnarsi” il suo riscatto aiutando un altro, superando ostacoli, riflettendo sulle proprie scelte.
Un altro aspetto interessante: la storia ci invita a considerare il valore delle piccole azioni. I desideri di Lowrie McCall non sono necessariamente grandiosi, ma significativi per lui. Aiutarlo significa per Meg entrare in contatto con un mondo reale, con le conseguenze della vita, con la fine che avanza.
>Infine, la narrazione suggerisce che non siamo mai troppo lontani per cambiare – né troppo in fondo per rinunciare – e che persino la morte può rappresentare un inizio simbolico se vista come opportunità di crescita, non solo come fine.

Aspetti stilistici e struttura

Colfer ha uno stile fluido, vivace, che riesce a trasformare anche ambientazioni macabre o sovrannaturali in momenti divertenti o ironici. Nell’aldilà del romanzo ci sono figure spassose come quella di un San Pietro poco solenne, o di un Lucifero che appare più teatrale che terrorizzante. Recensori italiani hanno notato come l’autore “non si perda in grandi prediche sul bene e il male” ma risulti semplice e genuino.

La struttura è compatta (circa 213 pagine nella versione italiana). Il ritmo mantiene alta la tensione e invita il lettore a proseguire: l’azione si alterna a momenti più riflessivi, il soprannaturale si mescola con l’umorismo, e ogni capitolo aggiunge un tassello alla “lista dei desideri”. Gruppi di lettori hanno segnalato che è “divertentissimo e commovente”.

A chi è adatto

Questo libro è particolarmente indicato per adolescenti (12 anni e oltre) che amano storie con un tocco di fantastico. Ma anche per adulti che cercano una lettura leggera ma non banale. Se vi piacciono le storie in cui l’aldilà, la vita dopo la morte, la redenzione sono trattati con ironia, allora troverete in questo romanzo una piacevole sorpresa.
>Se invece cercate un approfondimento psicologico intenso o una descrizione dettagliata del percorso interiore del protagonista, potreste restare un po’ insoddisfatti: i personaggi sono delineati, ma non fino all’estremo minimalismo esistenziale. Come alcune recensioni italiane rilevano, “i personaggi non sono molto approfonditi” ma ciò non toglie che la vicenda resti emozionante.

I punti di forza e i limiti

Tra i punti di forza segnalo:

  • Il tono originale: niente morboso, niente smancerie, ma avventura e riflessione.
  • La velocità di lettura: per chi ha poco tempo è una scelta valida.
  • Un mix di generi che funziona: umorismo, soprannaturale, suspense, crescita personale.
  • Un messaggio positivo: il riscatto è possibile.

Tra i limiti:

  • Come accennato, l’approfondimento psicologico dei personaggi secondari potrebbe risultare leggero.
  • Alcune digressioni nell’aldilà potrebbero essere viste come esagerate o troppo patinate.
  • Il tema “giovani che muoiono e vivono un’esperienza dopo la morte” non è completamente originale: alcuni lettori potrebbero percepirlo come già visto.

Perché dovrebbe importare anche ai lettori adulti

Anche se il libro parla ai giovani, offre spunti interessanti anche per gli adulti. La vecchiaia, la solitudine e il rimpianto diventano temi centrali. Il racconto mostra come il desiderio di riscatto possa nascere in ogni età. La leggerezza del linguaggio si unisce a una profonda riflessione sulla vita e sulla morte. La morte non appare come una fine assoluta, ma come un invito a vivere pienamente ogni giorno. Meg aiuta un uomo anziano a realizzare i suoi desideri, creando un legame tra generazioni. Questo incontro rivela quanto ogni vita, anche quella apparentemente conclusa, conservi un valore profondo.

Qualche spunto operativo per il lettore

  • Se leggi cominciando senza conoscere la trama, lascia che il romanzo ti sorprenda. Evita anticipazioni troppo dettagliate: il meccanismo della “lista” è costruito per mantenere la curiosità.
  • Rifletti durante la lettura su quali potrebbero essere “i tuoi desideri”: forse non quelli di un anziano come Lowrie McCall, ma quei piccoli sogni che hai rimandato.
  • Dopo la lettura, chiediti: quali azioni potrei fare oggi per aiutare qualcuno, e in che modo la mia “lista” personale di desideri potrebbe coincidere con l’aiutare gli altri?
  • Se disponi di ragazzi in famiglia o scuola che potrebbero leggerlo, proponi una discussione: come si evolve Meg? Che cosa impara? Quali sono i suoi errori e perché?

Considerazioni finali: l’importanza della corsa

In La lista dei desideri la corsa non è soltanto metaforica: Meg corre, fugge, lotta, è inseguita, ha limiti, deve arrivare in tempo. Ma la corsa è anche interiore: verso un riscatto, verso una nuova consapevolezza, verso la scoperta che ogni vita conta. Quando la storia si chiude, rimane una sensazione di speranza: non tutto è risolto in un lampo, ma qualcosa si è mosso. E nel movimento c’è vita.

Se desiderate una lettura che unisca emozione, sorriso, riflessione e un pizzico di brivido, questo romanzo merita uno spazio sulla vostra libreria. Non resta che far partire la corsa.

Un modo nuovo di guardare avanti

Che cosa porterete con voi quando chiuderete il libro? Forse l’idea che non è mai troppo tardi per un nuovo inizio. Forse la consapevolezza che ciò che desideriamo può collegarsi con ciò che possiamo dare. Forse semplicemente la soddisfazione di aver vissuto un’avventura ben costruita, con un ritmo giusto, e con personaggi che, pur nella loro brevità, lasciano un segno. Meg Finn, con la sua forza e le sue fragilità, può essere una compagna di lettura ideale per chiunque cerchi un romanzo che spinga a pensare con un sorriso.

Una corsa ben spesa, insomma.

“La lista dei desideri” è disponibile nelle principali librerie online e fisiche. In Italia, può essere trovato su AmazonLibraccio, e Feltrinelli. È disponibile sia in formato cartaceo che digitale, permettendo a tutti di accedere facilmente a questa affascinante lettura.

CODICE: SZ0519

Vai alla pagina dedicata al bookcrossing per altri libri

Lascia un commento